Aprire in franchising comporta costi aggiuntivi: quota di ingresso (15.000€ - 50.000€), canone sul fatturato (4% - 8%), canone pubblicitario (1% - 3%). Questo pesa sulla marginale lorda.
In cambio, la franchising offre un modello collaudato, un marchio noto che attira i clienti fin dal primo giorno, un centro di acquisti con prezzi negoziati (spesso del 10-15% più bassi) e un supporto. Il rischio di fallimento è statisticamente inferiore.
L’indipendente non paga royalties e mantiene la sua totale libertà. Il suo potenziale margine lordo è maggiore se acquista bene. Ma deve creare tutto (menu, marketing, processi), il che richiede tempo e comporta maggiori rischi di errori. L’avvio è spesso più lento.
Il ritorno sull’investimento (ROI) può essere più rapido in proprio (minor investimento iniziale), ma la valorizzazione alla rivendita è spesso migliore per una franchising (marchio trasmissibile).
La scelta dipende dal tuo profilo: sei un creatore/imprenditore che vuole innovare (Indipendente) o un gestore/investitore che vuole applicare una ricetta collaudata (Franchigia)?
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